Nel cuore dell’Appennino abruzzese la transumanza è un patrimonio vivo. Tra i paesaggi sconfinati del Gran Sasso e di Campo Imperatore, la sua eredità scorre ancora lungo gli antichi tratturi e i cammini d'Abruzzo, vive nei borghi storici e si assapora nei prodotti della tradizione pastorale. Scoprire questo rito antico significa immergersi in un viaggio unico che intreccia natura, cultura, gastronomia e turismo lento.
La transumanza in Abruzzo: il patrimonio UNESCO
Cammini vivi per viaggiatori di oggi
La pastorizia custodisce il territorio
L'Abruzzo è il cuore pulsante dei grandi tratturi regi (come il celebre Tratturo Magno L'Aquila-Foggia), una fitta rete di vie della transumanza che per secoli ha collegato i pascoli estivi dell'Appennino con le pianure invernali del Tavoliere delle Puglie. I pastori abruzzesi svolgono da generazioni un ruolo cruciale di presidio ecologico, garantendo la salvaguardia dei pascoli montani, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la tutela della biodiversità negli ambienti di alta quota. Un patrimonio che anche il Ministero della Cultura italiana ci tiene a preservare.
La cultura pastorale
La transumanza è lo spostamento stagionale di pastori e animali verso pascoli e climi più favorevoli. Può essere orizzontale, tra territori lontani, o verticale, tra diverse quote montane. In Abruzzo questa tradizione è legata sia agli antichi percorsi verso la Puglia sia alla salita estiva verso i pascoli d’altura.
Paesaggi culturali
Nel cuore dell’Appennino abruzzese, la pastorizia e la transumanza hanno plasmato paesaggi, borghi e tradizioni. Percorsi storici, architetture, mestieri e cucina conservano ancora oggi una forte memoria collettiva legata al rapporto tra uomo e natura.
Vie della memoria
I tratturi erano grandi vie erbose che collegavano pascoli, borghi e mercati, favorendo scambi economici e culturali. Il Tratturo Magno univa l’Aquilano alla Puglia per la transumanza invernale. Oggi questi percorsi raccontano il legame storico tra uomo, territorio e natura riconosciuto dall’UNESCO.
Comunità e saperi
La transumanza conserva saperi legati alla cura del gregge, alla caseificazione e alle attività artigianali, come la lavorazione della lana. Anche la cucina pastorale, con piatti come la pecora alla callara, racconta un’identità fondata su tradizione, convivialità e conoscenza del territorio.
Natura e sostenibilità
La transumanza è una pratica sostenibile che tutela biodiversità e paesaggio. In Abruzzo può contribuire a contrastare lo spopolamento, valorizzando borghi e produzioni locali come patrimonio vivo capace di generare futuro.
Dall’antichità all’età d’oro della pastorizia
Con radici che risalgono all'epoca romana, la transumanza abruzzese ha vissuto il suo massimo splendore tra il XVI e il XVII secolo, arrivando a muovere oltre quattro milioni di capi verso la Puglia e diventando il motore economico dell'Appennino. I lunghi mesi di separazione stagionale hanno profondamente plasmato l'organizzazione sociale, familiare e architettonica dei borghi di montagna. Proprio per questo, l'UNESCO riconosce nella transumanza non una semplice tecnica di allevamento, ma un complesso sistema di identità, cooperazione e profondo legame con il territorio.
Vivere oggi la transumanza in Abruzzo
Sebbene la transumanza a piedi su lunghe distanze abbia perso il suo peso economico ed sia stata sostituita dai trasporti moderni, la pratica sopravvive in forma verticale attraverso la monticazione estiva. Oggi si rinnova integrando un turismo responsabile che valorizza borghi, cammini e tradizioni enogastronomiche nel rispetto del lavoro pastorale. In questo contesto, il riconoscimento UNESCO rappresenta una risorsa fondamentale per tutelare i saperi tradizionali, rafforzare le comunità locali e contrastare lo spopolamento delle aree rurali.
La tutela dei tratturi abruzzesi
La rete dei tratturi, codificata in epoca aragonese ma sovrapponibile a vie romane e preistoriche, ha cristallizzato nel tempo percorsi millenari che sono stati le vere arterie della mobilità materiale e spirituale della regione.
Oggi la salvaguardia del territorio si snoda tra la tutela fisica dei tracciati da parte delle Soprintendenze, come la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara, e la valorizzazione del loro valore culturale e immateriale, rafforzata dal riconoscimento della Transumanza come Patrimonio UNESCO.
Domande frequenti sulla transumanza in Abruzzo
Un movimento antico che segue l’erba, l’acqua e il clima, trasformando il viaggio stagionale in una forma di conoscenza del territorio. La transumanza è lo spostamento stagionale di pastori e animali tra aree geografiche o climatiche differenti, organizzato per raggiungere i pascoli più adatti nei diversi periodi dell’anno. In primavera e in estate le greggi possono salire verso le quote più alte; con il freddo, storicamente, scendevano verso pianure e territori dal clima più mite. L’UNESCO distingue due grandi forme di transumanza. Quella orizzontale collega aree pianeggianti o altipiani anche molto distanti tra loro; quella verticale è tipica delle regioni montane e comporta lo spostamento tra quote basse e pascoli d’altura. In Abruzzo queste due dimensioni raccontano due epoche della stessa storia: il lungo viaggio verso la Puglia e, oggi, la salita stagionale verso gli altipiani montani.
La transumanza orizzontale collega territori anche lontani tra loro, spesso pianure e altipiani. Quella verticale avviene soprattutto in montagna e consiste nello spostamento tra quote più basse e pascoli d’altura. Oggi in Abruzzo è particolarmente visibile la forma verticale.
Perché mette insieme conoscenze ambientali, gestione sostenibile delle risorse, identità culturale, cooperazione tra comunità, trasmissione intergenerazionale, biodiversità, gastronomia e artigianato. È un patrimonio immateriale perché vive nelle pratiche e nelle persone che lo mantengono.
La prima iscrizione è avvenuta nel 2019 sulla base della candidatura di Italia, Austria e Grecia. Nel 2023 il riconoscimento è stato ampliato attraverso una candidatura multinazionale più estesa. L’Italia partecipa al riconoscimento internazionale; l’Abruzzo è uno dei territori italiani in cui questa cultura pastorale ha avuto e continua ad avere un ruolo storico molto importante.
Sì. Le grandi migrazioni a piedi su lunghe distanze sono molto meno frequenti, ma continuano pratiche stagionali di spostamento del bestiame, soprattutto verso i pascoli montani. Eventi, cammini e iniziative culturali contribuiscono inoltre alla trasmissione dei saperi collegati.
Castel del Monte e Campo Imperatore sono luoghi particolarmente rappresentativi. Anche i Cammini degli Altipiani, la Baronia, la Piana di Navelli e diversi borghi del Gran Sasso permettono di leggere nel paesaggio la memoria della pastorizia e dei percorsi transumanti.
Sono antiche vie erbose utilizzate per lo spostamento delle greggi. Collegavano pascoli, borghi, aree di sosta e mercati e rappresentavano una vera rete di mobilità pastorale. Tra i più noti c’è il Tratturo Magno, storicamente collegato all’asse L’Aquila-Foggia.
I prodotti tipici abruzzesi legati alla pastorizia e all'antica tradizione della transumanza comprendono gli arrosticini, il Canestrato di Castel del Monte, il pecorino d'Abruzzo, la ricotta di pecora, l'agnello cacio e ova e le pallotte cacio e ova. Questa eredità gastronomica deriva direttamente dai secoli in cui i pastori spostavano le greggi lungo i tratturi.
Organizzate un viaggio sulle tracce della transumanza
Esiste un Abruzzo che non si affretta, un territorio scolpito dal passo lento di milioni di greggi e dai passi stanchi dei pastori. La transumanza è la spina dorsale della storia, dell'identità e del paesaggio dell'Abruzzo interno, vi invitiamo a percorrere i tratturi e le vie che vi faranno scoprire un territorio italiano autentico, ricco di tradizioni e saperi.
Gli highlights del territorio
Vi mostriamo alcune delle eccellenze più rappresentative da scoprire in Abruzzo.
Una selezione pensata per aiutarvi a riconoscere, in modo semplice e immediato, le particolarità che rendono questa destinazione così ricca, varia e autentica.