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Aquila città territorio

Segni e voci di paesaggio

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L'arte che mette al centro memorie, paesaggi, relazioni.

Un'idea che riconosce, sotto un'unica geografia, comuni dall’identità diversa ma legati da un patrimonio territoriale e culturale condiviso.
 Un sistema vivo, connesso da radici culturali e memorie stratificate nel tempo e nel paesaggio.

L'Aquila Città Territorio è il progetto strategico di rigenerazione culturale e socio-territoriale con cui il cratere sismico del 2009 entra nel cuore di L'Aquila 2026 Capitale italiana della Cultura. Coordinato dall'USRC e finanziato con 2 milioni di euro dal programma RESTART, porta il progetto della Cultura oltre i confini del capoluogo, dentro i borghi e i paesaggi di una città diffusa.

Un viaggio tra arte contemporanea, memoria collettiva e rigenerazione urbana che trasforma le aree interne in un museo diffuso: nelle piazze e nei vicoli delle sue comunità.
Una visione che guarda oltre il 2026: un processo collettivo capace di mettere al centro memorie, paesaggi, identità e relazioni, restituendo una nuova consapevolezza del valore dei nostri territori.
Non è un progetto chiuso, né un catalogo già scritto: è un contenitore aperto. Un territorio chiamato ad accogliere, nel tempo, opere di arte pubblica contemporanea capaci di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale e il paesaggio che le ospita.
Ogni opera che vi confluirà aggiungerà una parola nuova a un racconto condiviso, destinato a creare una eredità culturale nelle comunità locali.

MAPS  – Memorie, Arti, Paesaggi, Segni

Il percorso di workshop territoriali del format MAPS ha dato vita ad un processo di co-design partecipativo, dimostrando quanto possa essere forte la volontà delle comunità di partecipare attivamente alla costruzione di una visione comune del futuro delle aree interne.
È da questo ascolto che nasceranno, una dopo l'altra, le opere destinate ad abitare il territorio.

Un museo diffuso senza muri, fatto di comunità, arte e memoria

Cinque passaggi, memorie, luoghi, desideri, e poi narrazione e scelta del punto di intensità, ovvero il luogo simbolico destinato a ospitare le future opere diffuse di arte contemporanea.
alternano il lavoro individuale al confronto collettivo. Ogni Comune designa una propria persona di riferimento, incaricata di portare al centro il piatto finale: la sintesi del proprio percorso, da condividere con gli altri.
E così, i tavoli separati si uniscono in un'unica tavola conviviale, attorno alla quale ciascuno restituisce ciò che era emerso dal proprio gruppo. 
Il patrimonio raccolto durante i workshop (mappe annotate, narrazioni, parole chiave e coordinate identitarie) ha restituito una geografia emotiva e culturale dei territori del cratere, destinata a diventare la base progettuale per i prossimi passaggi operativi.
I materiali elaborati orienteranno infatti la futura call rivolta ai Comuni e il lavoro degli artisti che saranno chiamati a progettare interventi capaci di dialogare con la storia, l’identità e il tessuto emotivo dei territori.

Non una somma di interventi, ma una prima visione comune del territorio, costruita ingrediente dopo ingrediente.

Cugnoli

Colledara

Montereale

San Demetrio

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