Mentre percorrete la strada che serpeggia tra la Valle Peligna e la Valle Subequana, Goriano Sicoli emerge improvvisamente come una piramide di pietra perfettamente incastrata tra i monti, un castello urbano che sembra essere stato generato spontaneamente dalla roccia calcarea. Qui l'Abruzzo non è solo un paesaggio, ma una vertigine di tetti e vicoli che si rincorrono verso l'alto, offrendo a chi arriva la sensazione di entrare in un dipinto di Escher trasposto nella realtà appenninica.
Il vostro viaggio inizia sfidando la pendenza. Camminare a Goriano Sicoli significa accettare un dialogo fisico con la montagna: i vicoli sono scalinate e le piazze sono terrazze sospese. Il cuore spirituale del borgo è la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che vi accoglie con la sua imponente facciata cinquecentesca, ma è la storia della Beata Gemma a dare al paese la sua aura mistica. La casa della Santa e il santuario a lei dedicato sono tappe fondamentali per capire come la devozione, qui, sia un legame indissolubile che tiene unite le pietre e le persone da secoli.
Il borgo che ha incantato Escher
Ma c'è un dettaglio che rende Goriano Sicoli un luogo di culto per gli amanti dell'arte moderna: è il borgo che stregò M.C. Escher. Il celebre artista olandese, durante i suoi viaggi in Abruzzo negli anni Venti e Trenta, rimase folgorato dalle geometrie impossibili di questo abitato, immortalandolo in litografie che oggi fanno parte della storia dell'arte mondiale. Cercare gli angoli da cui Escher trasse ispirazione è una forma di turismo colto e divertente, una caccia al tesoro tra archi e sottopassi dove la prospettiva sembra giocare piccoli inganni allo sguardo.
A Goriano Sicoli la bellezza non vi viene incontro in linea retta: sale, curva, sorprende e vi invita a conquistarla un gradino alla volta
Sentieri e natura del Sirente-Velino
Per chi sente il richiamo dell'outdoor, Goriano è una porta aperta sul Parco Naturale Regionale Sirente-Velino. I sentieri che partono dal borgo si addentrano in una natura potente, fatta di boschi di querce e affacci spettacolari sulla piana sottostante. È il terreno ideale per il trekking o per il cicloturismo più tecnico, dove ogni salita è premiata da un'aria che si fa via via più sottile e profumata di ginepro.
Impatta la sua struttura verticale, così compatta e scenografica da farlo sembrare, da lontano, una vera architettura naturale. È questo profilo unico, insieme al legame con Escher e con la Beata Gemma, a rendere il borgo una delle presenze più riconoscibili e sorprendenti dell'Abruzzo.