Avete mai avuto la sensazione, camminando tra le creste del Gran Sasso o tra le pietre di un borgo medievale, di essere finiti dentro un film? Non è un’impressione: l’Abruzzo interno è da decenni la "musa ispiratrice" dei più grandi registi internazionali e film internazionali.
Grazie a paesaggi che spaziano da deserti d'alta quota a fortezze vertiginose, la nostra regione è diventata, di volta in volta, il West, la Francia medievale o un remoto monastero gotico. Spegnete le luci, inizia lo spettacolo!
Campo Imperatore: Il "Piccolo Tibet" diventa il Selvaggio West
Se chiudete gli occhi e immaginate Bud Spencer e Terence Hill che mangiano fagioli direttamente dalla padella, siete quasi certamente a Campo Imperatore. La piana, con la sua vastità selvaggia, è stata il set leggendario di Lo chiamavano Trinità e del suo seguito.
I registi del genere "Spaghetti Western" scelsero questi altipiani perché offrivano quella forza visiva che solo la natura incontaminata sa dare. Ma non solo polvere e pistole: qui sono state girate anche scene di Yado (Red Sonja) con Arnold Schwarzenegger, confermando il Gran Sasso come re indiscusso dei film d’azione e fantasy.
Rocca Calascio e il Fascino del Medioevo
C'è un luogo che più di tutti incarna il sogno cinematografico: Rocca Calascio. Con la sua fortificazione medievale (la più alta d'Italia!), ha prestato il suo profilo a capolavori immortali: Ladyhawke (1985): Chi non ricorda il rifugio del monaco Imperius? Le torri della Rocca, modificate per il film con l'aggiunta di corone scenografiche, hanno ospitato la tormentata storia d'amore tra Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer.
Il nome della rosa (1986): Sean Connery si è aggirato proprio tra queste pietre e tra le distese circostanti di Campo Imperatore per le riprese esterne dell'abbazia. Un'atmosfera cupa e misteriosa che solo il silenzio di questi monti poteva restituire con tanta verità. Sebbene Rocca Calascio sia l'anima visiva di Il nome della rosa, gli interni della biblioteca e del monastero sono stati girati in Germania. Ma per quanto riguarda il vento, la nebbia e il mistero... beh, quelli sono 100% abruzzesi!
I borghi del grande schermo: Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte
Il cinema non ha amato solo le vette, ma anche l'intimità dei nostri paesi. Castel del Monte è diventato il borgo di Anguillon sempre in Ladyhawke, mentre Santo Stefano di Sessanio, con i suoi vicoli perfetti, è stato utilizzato per innumerevoli scene di raccordo e film d'autore. Più recentemente, queste aree sono tornate alla ribalta con il film di successo Un mondo a parte, a testimonianza di come l'Abruzzo continui a raccontare storie vere, intense e profondamente umane.