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Sito archeologico di Peltuinum
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La città vestina visse il momento aureo del proprio sviluppo al tempo di Ottaviano Augusto, quando rivestiva un ruolo cruciale per il controllo del territorio e dei pascoli.

Nonostante le spoliazioni che, fin dall’Alto Medioevo, ne sfruttarono le rovine come cave di materiali edilizi, Peltuinum è ancora leggibile nella sua articolazione urbana. Per la fondazione fu scelto un ampio pianoro, facilmente difendibile e vivificato dall’acqua di falda.

Qui, Peltuinum dispiegò il tracciato vasto delle sue mura, la necropoli e le strutture urbane, il tempio e il teatro, di cui si può ancora ammirare l’impianto.

Dell’importanza raggiunta dalla città tenne conto, nel I secolo d. C., il tracciato della via Claudia Nova: lungo quest’asse, integrato nella pista del Tratturo, si addensarono le tabernae.

Dopo l’antichità, nella loro ultima incarnazione, le rovine di Peltuinum presero forma in nuove costruzioni, addossate alle precedenti: la visita agli scavi restituisce l’emozione di questo tramando.

Sito archeologico di Peltuinum

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