La costruzione del ponte, gettato sull’Aterno a segnare il crocevia tra la conca de L’Aquila e la Valle Subequana, risale all’iniziativa dell’imperatore Claudio, che allacciò per suo tramite, nel 47 d. C., due importanti arterie stradali.
Rafforzata da pali di legno piantati in profondità, fasciati poi da uno strato di calcina e sassi, e fortificata da un sistema a incastro di grosse pietre, la struttura del ponte ha attraversato duemila anni di storia. Nel corso dei secoli sono state cancellate le figure che adornavano i due tabernacoli centrali, è stata divelta la tettoia e sostituita la pavimentazione, mentre il numero delle campate è cresciuto da entrambi i lati.
Primo dei dodici ponti realizzati nella valle di Acciano, il manufatto è però ancora, in sostanza, quello voluto da Claudio per collegare la via Claudia Nova, a lui intitolata, alla Poplica Campana da cui deriva il toponimo, pensato per accogliere ad perpetuitatem i passi dei viaggiatori.