Dapprima fortezza, quindi residenza di un’illustre famiglia, il palazzo si lega alla figura di Raffaele Cappelli (1848-1921), senatore del Regno d’Italia, al cui nome fu intitolata la celebre cultivar di grano duro.
Osservando il palazzo, si intuisce il suo status originario di fortilizio, massiccio e chiuso sulla sommità della collina che domina il borgo. Durante il Quattrocento, il perimetro della costruzione si aprì in ariosi loggiati, che ne ingentilirono la mole. L’aspetto odierno dell’edificio si deve però a un intervento settecentesco.
Proprietà, nel corso dei secoli, di diverse famiglie nobiliari, pervenne infine ai marchesi Cappelli. Esponente di spicco della casata, il senatore Raffaele Cappelli impegnò parte della sua attività politica nel promuovere la selezione dei migliori grani duri, da cui fu ottenuta la cultivar che porta il suo nome.