La Necropoli di Fossa racconta mille anni di storia del territorio abitato dai Vestini, dall’Età del Ferro alla romanizzazione (XI- I secolo a. C.).
È perciò il luogo chiave per comprendere la storia remota dell’entroterra abruzzese e le fibre più profonde e autentiche della sua identità. Scoperta per caso nel 1992, la necropoli costeggia il fiume Aterno che, con le sue inondazioni, ne ha sigillato e conservato i monumenti funerari.
Al tempo più antico del suo utilizzo risalgono i cerchi di pietra che delimitano le sepolture a inumazione. I defunti di sesso maschile erano vegliati da una sequenza di menhir di altezze digradanti, che hanno guadagnato alla Necropoli di Fossa l’appellativo di “Stonehenge abruzzese”.
Nei corredi funerari sono state ritrovate armi, scudi simili a quelli del celebre Guerriero di Capestrano, ma anche raffinati gioielli, in parte esposti al Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo a Chieti. Le sepolture di età romano-ellenistica hanno restituito tra l’altro letti funerari intagliati e reperti di eccezionale qualità, in un avvicendarsi di forza, spiritualità e bellezza.