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Eremo di S.Michele
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La grotta naturale sarebbe stata teatro, secondo la tradizione, dello scontro fra l’Arcangelo e il demonio, testimoniata dall’impronta di S. Michele visibile presso l’ingresso.

La morfologia della cavità, aperta sul cielo da un finestrone naturale, si fa metafora della lotta simbolica fra luce e tenebre.
Il pertugio che funge da ingresso immette in un ambiente irregolare, illuminato dall’alto da un’apertura tondeggiante e dal colore caldo della pietra dell’altare, realizzato nell’Ottocento.

Legato alla chiesa di S. Maria Assunta, l’eremo era custodito dai monaci: dei loro ripari restano le rovine, addossate alla roccia.

All’interno, dove sarebbe avvenuta la lotta fra Bene e Male, l’acqua stilla nelle vasche incavate a mo’ di acquasantiere, in una continua metafora spirituale dell’elemento di natura. 

L’8 maggio e il 29 settembre una processione sale dalla chiesa parrocchiale fino alla grotta, per celebrare il patrono della luce e dei pastori, portandone in trionfo l’immagine.

Eremo di S. Michele

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