A poca distanza dal castello sorge la chiesa di Santa Maria della Pietà, uno degli elementi più iconici del complesso di Rocca Calascio. Il suo volume ottagonale, sormontato da una cupola a otto spicchi, crea un’immagine armoniosa e riconoscibile, semplice solo in apparenza.
L’edificio attuale risale tra il XVI e il XVII secolo e si innesta sul sito di un’antica edicola votiva, mantenendo un forte legame con la spiritualità del luogo e con la sua dimensione paesaggistica.
Santa Maria della Pietà si trova lungo il sentiero che conduce verso Santo Stefano di Sessanio e domina l’antico tratturo con una posizione di grande suggestione. La tradizione locale lega la sua fondazione a un episodio di resistenza della popolazione contro una banda di briganti, memoria che ha rafforzato nel tempo il valore simbolico di questo piccolo oratorio. All’interno si conservano riferimenti devozionali come la raffigurazione della Vergine miracolosa e la scultura di San Michele armato, elementi che rendono la visita ancora più intensa e raccolta.
Prima che l’ottagono perfetto di S. Maria della Pietà si incastonasse nel panorama ondulato che le fa da cornice, ai piedi del castello di Rocca Calascio esisteva un’edicola votiva dedicata alla Madonna, intervenuta nel difendere gli abitanti del pianoro dall’assalto dei briganti. Alla fine del Cinquecento, quel primo altare fu trasformato nella chiesa attuale, il cui perimetro è sormontato da una cupola ribassata e coronato da una piccola lanterna. Lo scorrere del tempo e il mutare della luce si traducono in giochi d’ombra, che si stampano sui raffinati motivi ornamentali disposti intorno all’ingresso. Il nome dell’architetto che progettò questa meraviglia, decorata all’interno da affreschi e da magnifiche sculture di gusto barocco, è sconosciuto. Certamente però, quell’ignoto maestro alimentò il proprio progetto dei pensieri che ritenevano le figure geometriche derivate dal cerchio simbolo di bellezza e perfezione eterna.
I passaggi, i sentieri, ciò che si apre intorno
Visitare Rocca Calascio significa anche attraversare i suoi dintorni con calma, lasciandovi guidare da un sistema di passaggi che unisce architettura, natura e borghi dell’altopiano. I percorsi che si sviluppano attorno alla rocca permettono di collegare Calascio con Santo Stefano di Sessanio e con altri luoghi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, mentre lo sguardo corre verso Campo Imperatore, la piana di Navelli e i rilievi che definiscono uno dei paesaggi più aperti e riconoscibili dell’Appennino abruzzese. È una meta che si presta bene a visite lente, escursioni panoramiche, soste fotografiche e itinerari che intrecciano patrimonio culturale e ambiente.