Tramontato il centro antico di Peltuinum, Prata d’Ansidonia ne raccolse l’eredità.
Elemento visibile di questo passaggio è l’ambone duecentesco conservato all’interno della parrocchiale di S. Nicola, ma proveniente dalla chiesa di S. Paolo di Peltuinum, sorta tra VII e VIII secolo a ridosso della città antica, di cui reimpiegò strutture e materiali.
Nel perimetro della chiesa di S. Nicola, tra i colori delicati e gli stucchi degli altari, spiccano i trafori romanici dell’ambone, realizzato per la chiesa di S. Paolo, da cui fu asportato allo scorcio del Settecento. Eseguito su richiesta di un ecclesiastico di nome Tommaso nel 1240, l’ambone è opera di un artista sconosciuto e raffinatissimo della scuola di Guardiagrele, capace di recuperare elementi decorativi dell’antichità classica ricombinandoli in una lingua nuova.