Fondata sullo zoccolo del tempio dedicato a Ercole Iovio, che apparteneva al vicus romano di Cerulae, la piccola chiesa rurale incorpora nella sua identità costruttiva un passato remoto, successivamente declinato nella funzione di accoglienza e sosta per i pastori erranti del Tratturo.
La sacralità del luogo giunge al presente ininterrotta, dopo un tramando di oltre duemila anni. Fondata sul sito di un tempio e arricchita in età longobarda, la chiesa di S. Maria in Cerulis è già ricordata nei documenti dell’XI secolo.
L’interno è suddiviso in tre navate, ognuna conclusa da un altare rialzato. Le modificazioni intervenute nel corso del tempo nell’assetto e negli apparati decorativi non hanno cancellato il senso di sacralità antica di questo luogo.
Come testimoniano le sepolture scoperte nella cripta, l’edificio svolge da sempre la funzione di chiesa cimiteriale. Per converso, l’odierno camposanto sorge sul sito della romana Cerulae, chiamata a nuova vita dall’edificio sacro.