L’edificio, semplicissimo nella struttura voltata a botte, risale al Cinquecento.
Sopra il portale in pietra, la figura dell’Agnello è rappresentata a rilievo su un tondo, mentre la veneratissima statua in legno della Madonna di Loreto, posta all’interno della chiesa, è stata asportata dai ladri molti anni addietro.
Il piccolo centro lega la propria identità a quella dell’eremita Tussio, vissuto nel XII secolo nella comunità di Bominaco. Si crede che il religioso abbia custodito l’Eremo di S. Michele, e abbia vissuto nelle grotte e sulle alture circostanti.
Per questo, la spiritualità popolare è tutt’uno con la storia del borgo, e la nicchia vuota sopra l’altare della Madonna di Loreto non parla soltanto di un furto doloroso, ma anche di una religiosità tutta interiore, in cui l’immagine sacra è estensione della coscienza.