In uno scenario naturale imponente, il borgo fortificato, costruito fra il Due e il Quattrocento dalla famiglia che resse le sorti de L’Aquila, è anche un varco in cui la storia mescola le carte e sospende il proprio fluire.
La parabola che portò i Camponeschi a diventare, fin dal Trecento, signori di L’Aquila, si legge in controluce nella possente struttura del borgo, che conserva intatta la sua cinta muraria e due porte d’ingresso a profilo ogivale. All’interno del poderoso sistema difensivo, alle semplici abitazioni rustiche si affiancano i palazzi gentilizi e, presso la porta Ovest, la chiesa di S. Pietro, che reca sul portale la data del 1313.
Per molte di queste strutture, abitate fino al dopoguerra, furono reimpiegati nel corso dei secoli materiali provenienti dall’antica Peltuinum.