Una variante intensa e scenografica che attraversa valloni ombrosi, luoghi di devozione e antiche architetture difensive, accompagnandovi da Macchie di Coco a Manoppello e poi verso Serramonacesca.
Questa variante della tappa 9 allunga il passo e aggiunge al cammino una dimensione ancora più ricca, sia spirituale sia paesaggistica. Da Macchie di Coco si scende verso il Fosso Sant’Angelo di Lettomanoppello, tra sterrate, pareti imponenti e passaggi più ombreggiati, per poi raggiungere la Grotta Sant’Angelo e proseguire verso il Santuario del Volto Santo di Manoppello.
Da qui il cammino riparte in direzione di Serramonacesca, tra brevi strappi in salita e tratti che riportano gradualmente verso l’Abbazia di San Liberatore a Maiella. È una giornata che alterna silenzio, pietra e visioni improvvise, con quel pizzico di avventura che nasce quando il sentiero cambia scena più volte nello stesso giorno. La variante è ufficialmente inserita tra i percorsi del Cammino Grande di Celestino e attraversa uno dei settori più suggestivi della Maiella.
Questa variante aggiunge al tracciato principale alcuni luoghi molto forti dal punto di vista identitario: il Santuario del Volto Santo di Manoppello, il Castel Menardo, l’Abbazia di San Liberatore a Maiella e le tombe rupestri lungo il fiume Alento. A questi si uniscono la Grotta Sant’Angelo, la Fonte del Garzillo e il passaggio nell’area di Acquafredda, che rendono la giornata varia e mai monotona.
Punto di partenza:
Macchie di Coco, nel territorio di Roccamorice, conserva ancora il respiro pieno della Maiella interna. Si riparte da qui con una sensazione molto netta di montagna, tra silenzi aperti, sterrate alte e un paesaggio che invita a muoversi presto, soprattutto nelle stagioni più calde. La località è anche utilizzata come punto tappa ufficiale del giorno precedente.
Punto di destinazione:
Serramonacesca, con l’area di San Liberatore a Maiella, accoglie con uno dei finali più nobili del cammino. L’abbazia romanica, il fiume Alento e le tombe rupestri danno all’arrivo una qualità raccolta e memorabile, come se il percorso rallentasse per lasciare spazio all’ultimo sguardo. L’Abbazia di San Liberatore è inoltre uno dei luoghi simbolici dell’intero tratto Maiella.
Direzioni:
Da Macchie di Coco si segue sempre il segnavia S. Il primo tratto procede su asfalto fino al colle di Acquafredda, poi devia su sterrata e quindi su sentiero in discesa dentro il Fosso Sant’Angelo di Lettomanoppello. Raggiunta la Fonte del Garzillo, si attraversa il vallone fino alla Grotta Sant’Angelo. Da lì si risale con una traccia tortuosa e si continua su sterrata fino alla provinciale per Passo Lanciano; si sale a destra e, dopo Fonte Pirella, in corrispondenza di una curva a destra, si imbocca a sinistra una sterrata. Dopo circa quindici minuti si scende a sinistra sul lungo sentiero che porta al Santuario del Volto Santo. Dal santuario si riprende il sentiero S verso Serramonacesca, si raggiunge la base del colle Ciumina con Castel Menardo, e infine si torna a valle in direzione dell’Abbazia di San Liberatore.
Trasporto pubblico:
Il punto più utile come appoggio intermedio è Manoppello, che dispone di stazione ferroviaria sulla relazione regionale tra Sulmona e Pescara, con corse visualizzate da RFI nel quadro orario in vigore. Da San Liberatore bisogna raggiungere il centro di Serramonacesca a piedi, circa 1,4 km in discesa, per trovare la fermata dell’autobus, e che la domenica e nei festivi non vi sono autobus.
Come arrivare:
Se percorrete il Cammino Grande di Celestino in continuità, arrivate a Macchie di Coco direttamente dalla tappa 8, che termina proprio in questa località. Per chi invece volesse affrontare solo questa variante, il modo più ordinato è pernottare in zona la sera precedente.
Per questa variante è utile partire con un equipaggiamento da escursione piena: scarponcini o scarpe da trekking con buona tenuta, bastoncini, cappello, crema solare, almeno 1,5-2 litri d’acqua a persona e qualche riserva energetica. Nelle giornate più calde conviene partire presto, perché la parte alta può risultare più esposta e la tappa resta lunga. Se camminate con il cane, è bene prevedere acqua aggiuntiva e soste all’ombra nei tratti più assolati.
Questa variante ha un fascino tutto suo perché intreccia tre registri diversi nello spazio di una sola giornata: la montagna aspra della Maiella, la devozione raccolta del Volto Santo e la forza storica di Castel Menardo e San Liberatore. È una deviazione che non distrae dal cammino, semmai lo arricchisce.