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Secinaro - Rifugiosirente

Tappa 9

Cammino dei Francescani

La tappa da Secinaro al Rifugio Sirente vi accompagna in un tratto che cambia passo con gradualità e vi porta dal borgo alla montagna aperta, seguendo un percorso in cui la dimensione spirituale lascia progressivamente spazio a quella paesaggistica.

Secinaro, centro agricolo della Valle Subequana addossato alle pendici nord-orientali del Monte Sirente, ha un’identità raccolta e molto riconoscibile: case, chiese, memorie antiche e un rapporto diretto con il rilievo che incombe sopra il paese e ne orienta il respiro quotidiano. Il Parco Sirente Velino lo presenta proprio così, come un borgo costruito tra storia locale, siti religiosi e un sistema di altipiani che comincia a farsi sentire già poco sopra l’abitato.

Castelvecchio Subequo

L’avvio del cammino è affidato a due soste che aiutano subito a leggere il paese. Chiesa di S. Nicola, costruita sui ruderi del castello medievale, vi introduce a una Secinaro di pietra e presidio, dove l’edificio religioso conserva ancora tracce dell’antico impianto difensivo nel campanile, nei contrafforti e nell’ingresso. Chiesa di S. Maria della Consolazione, piccola chiesa dei secoli XIV e XV poco distante dal paese, aggiunge invece una tonalità più appartata e contemplativa: sorge nella parte alta dell’abitato e mantiene un legame forte con la devozione locale e con le tradizioni più antiche del luogo.

Salendo verso Fonte dell’Acqua, la tappa entra nella geografia più aperta dei Prati del Sirente, che il Parco descrive come una conca carsica di circa 3 km, affacciata sulla media Valle dell’Aterno e sulla Valle Subequana, con un laghetto, pascoli e ampie faggete ai piedi della dorsale del Sirente. In questo contesto si inserisce bene il vostro Laghetto di Batracofauna e area di ristoro, che nel copy può funzionare come pausa naturale e punto di respiro lungo il percorso, in coerenza con il lavoro del Parco sulla tutela degli anfibi e con la presenza di piccole aree umide e laghetti in quota. L’arrivo al Rifugio Sirente, raggiungibile dalla strada provinciale Sirentina e pensato come supporto logistico per il turismo montano, chiude la tappa con una sensazione molto nitida: quella di esservi lasciati alle spalle il borgo per entrare davvero nel paesaggio del Sirente.

È una tappa che vi accompagna con delicatezza verso l’altura: parte tra campanili e memoria, e arriva dove la montagna comincia a parlare con più spazio, luce e silenzio.

Chiesa di S. Nicola

Chiesa di S. Maria della Consolazione

Laghetto di Batracofauna e area di ristoro

Tappa escursionistica di difficoltà contenuta nella prima parte, da affrontare con attenzione alla segnaletica e al meteo. Dall’area di Fonte dell’Acqua partono poi sentieri più impegnativi del Parco, come il 15A verso Colle Jalone, classificato EE.

Punto di partenza:

Secinaro, borgo della Valle Subequana nel Parco Sirente Velino, si sviluppa alle pendici nord-orientali del Monte Sirente e conserva tra i suoi riferimenti principali la Chiesa di S. Nicola e la Chiesa della Madonna della Consolazione.

Punto di destinazione:

Rifugio Sirente, identificabile con lo Chalet del Sirente in località Fonte dell’Acqua, struttura raggiungibile dalla provinciale Sirentina e descritta dal Parco come supporto logistico essenziale per l’area protetta.

Direzioni:

Da Secinaro il percorso sale gradualmente oltre il borgo, tocca i luoghi religiosi più identitari, attraversa l’ambiente aperto dei Prati del Sirente e raggiunge il Rifugio Sirente in località Fonte dell’Acqua.

Trasporto pubblico:

Per chi arriva senza auto, il riferimento più utile resta la stazione di Molina-Castelvecchio Subequo, collegata da treni regionali, oppure L’Aquila con prosecuzione in bus locale verso Secinaro.

Come arrivare:

Secinaro si raggiunge dalla SS 5 attraverso la SP 11, sia dal versante di Sulmona-Pratola Peligna sia dall’area aquilana. Lo Chalet del Sirente è raggiungibile dalla stessa strada provinciale Sirentina.

Dove parcheggiare:

Per la sosta, il punto più pratico è organizzarsi direttamente a Secinaro per la partenza oppure presso l’area di Fonte dell’Acqua / Chalet del Sirente se volete impostare il recupero finale.

Scarpe da trekking, acqua, uno strato antivento e una giacca leggera sono la base corretta. Salendo verso i prati e il rifugio, l’ambiente diventa più aperto e il vento può incidere sulla percezione del percorso.

Questa tappa rende di più se la affrontate con soste brevi ma precise: una in paese tra Chiesa di S. Nicola e Chiesa di S. Maria della Consolazione, una nella parte più aperta del paesaggio presso il Laghetto di Batracofauna e area di ristoro, e una finale al rifugio, dove il cammino cambia davvero orizzonte.

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