La tappa da Rovere a Ovindoli vi accompagna in uno dei tratti più leggibili del Cammino dei Francescani, dove il paesaggio dell’Altopiano delle Rocche si apre con naturalezza e lascia emergere, passo dopo passo, il suo carattere più autentico.
È un itinerario che funziona bene per chi cerca un’esperienza di cammino ordinata, mai dispersiva, capace di tenere insieme natura, memoria locale e una piacevole sensazione di continuità tra un borgo e l’altro. In questo tratto dei cammini d’Abruzzo di montagna non serve inseguire effetti speciali: basta lasciarsi guidare dal ritmo dell’altopiano, dalla luce ampia del paesaggio e da quei segni che raccontano la storia dei luoghi con semplicità e forza. Il Cammino dei Francescani è oggi presentato dall’USRC come un percorso in più tappe ancora in fase di realizzazione dei singoli tracciati, classificato E nel quadro generale dei Cammini degli Altipiani.
Si parte da Rovere, borgo fortificato tra i più riconoscibili dell’area, affacciato sul confine simbolico tra Marsica e Aquilano. Qui il cammino prende avvio in un contesto che conserva una forte impronta storica. Resti del Castello di Rovere, liberamente visitabili, introducono subito a un paesaggio di mura, ruderi e passaggi antichi, dove si avverte ancora il ruolo del borgo come luogo di transito e presidio. Poco oltre, Centro Visita del Camoscio e Area Faunistica di Rovere aggiunge una chiave di lettura diversa e preziosa: vi avvicina alla fauna del Parco Sirente Velino e rende più concreto il rapporto tra il cammino e l’ambiente che lo ospita, con spazi informativi, materiali divulgativi e punti di osservazione dedicati al camoscio appenninico.
Proseguendo verso Ovindoli, il percorso mantiene una dimensione accessibile e contemplativa, ideale per chi desidera vivere un trekking sugli Altipiani abruzzesi senza rinunciare alla riconoscibilità dei luoghi. L’arrivo ha una sua personalità precisa: Ovindoli si presenta come una porta naturale dell’altopiano, panoramica, attrezzata e strettamente legata alla montagna in tutte le stagioni. Qui Monumento degli Alpini, presenza memoriale che accompagna l’ingresso nel paese, rafforza la relazione tra comunità e cultura della montagna e chiude la tappa con un segno sobrio ma identitario.
È proprio questo equilibrio tra borgo storico, natura protetta e approdo panoramico a rendere il tratto Rovere-Ovindoli particolarmente convincente: una tappa che vi lascia camminare con continuità, ma soprattutto vi fa sentire sempre dentro il paesaggio.
Ovindoli, del resto, è raccontato dalle fonti istituzionali come uno dei centri più panoramici e attrezzati dell’Appennino abruzzese, porta d’accesso all’Altopiano delle Rocche e al sistema del Sirente Velino.
Resti del Castello di Rovere
Centro Visita del Camoscio e Area Faunistica di Rovere
Monumento degli Alpini di Ovindoli
Tappa escursionistica da affrontare con passo regolare, attenzione alla segnaletica.
Punto di partenza:
Rovere, frazione di Rocca di Mezzo, è un borgo fortificato con resti di mura, torri e castello, tra i nuclei storici più riconoscibili dell’Altopiano delle Rocche.
Punto di destinazione:
Ovindoli è un borgo montano panoramico nel Parco Sirente Velino, porta naturale dell’altopiano e base molto nota per attività outdoor in ogni stagione.
Direzioni:
L’orientamento generale è semplice: si esce dal borgo di Rovere e ci si dirige verso Ovindoli attraversando il paesaggio aperto dell’Altopiano delle Rocche, in una progressione che porta dal nucleo fortificato a un centro più panoramico e turistico.
Trasporto pubblico:
Qui trovate gli orari degli autbus feriali L’Aquila - Rocca di Mezzo - Avezzano.
Come arrivare:
Per raggiungere l’area di tappa, Ovindoli è facilmente accessibile in auto da Roma, Pescara, Perugia e Napoli; per Rovere il riferimento più pratico resta l’accesso da Rocca di Mezzo e dall’Altopiano delle Rocche.
Dove parcheggiare:
Per praticità, conviene organizzarsi utilizzando le aree di sosta nei due borghi e valutando in anticipo il recupero auto tra partenza e arrivo.
Scarponcini o scarpe da trekking, acqua, uno strato antivento e protezione solare sono una base corretta. Il contesto è quello di un itinerario escursionistico in quota, aperto e variabile, quindi è utile mantenere uno zaino leggero ma completo.
Questa tappa rende molto di più se la affrontate senza fretta. Vale la pena dedicare tempo a Resti del Castello di Rovere e al Centro Visita del Camoscio e Area Faunistica di Rovere, perché aiutano a leggere subito i due temi dominanti del percorso: la memoria dei borghi e la presenza viva del Parco.