La tappa dal Rifugio Sirente a Rovere accompagna nel tratto conclusivo del Cammino dei Francescani con un paesaggio che ha il respiro dei grandi spazi e una chiusura molto nitida, quasi naturale.
Si parte dall’area di Fonte dell’Acqua, dove il Parco Sirente Velino colloca lo Chalet del Sirente e l’accesso a diversi sentieri di quota, in una cornice che introduce subito alla dimensione più aperta del massiccio. Qui i Prati del Sirente si distendono come una grande conca carsica ai piedi della montagna, tra pascoli, faggete e piccoli specchi d’acqua stagionali, in uno scenario che invita a camminare con calma e attenzione.
Fin dai primi passi, la tappa affida la sua identità a uno dei luoghi più suggestivi dell’intero comprensorio. Cratere del Sirente, incastonato nella piana a circa 1.100 metri di quota, è un piccolo lago di forma quasi ellittica la cui origine resta avvolta da un fascino particolare: il Parco ricorda l’ipotesi scientifica di una possibile origine meteoritica, mentre il paesaggio attorno conserva la forza semplice degli altopiani d’Abruzzo, con il bestiame al pascolo e il profilo del Sirente che domina l’orizzonte. In questa parte del percorso il cammino si fa largo, luminoso, essenziale, e lascia spazio a quella sensazione di libertà che spesso si cerca quando si sale in montagna.
Proseguendo verso l’Altopiano delle Rocche, il percorso incontra Fonte Anatella, punto di riferimento paesaggistico ben riconosciuto dal Parco e raggiungibile anche attraverso il sentiero 16 da Vado della Forcella. È una presenza discreta ma molto efficace nel racconto della tappa: una fonte che restituisce misura, orientamento e ristoro, e che segna il passaggio da una piana ampia e carsica a un paesaggio più guidato, dove il cammino comincia ad accompagnarvi verso il borgo finale. Anche per questo l’ultima tappa ha un equilibrio molto riuscito: vi consegna l’immagine più aperta e selvatica del Sirente, ma la chiude con un arrivo raccolto, storico e pienamente abitato.
L’arrivo a Rovere restituisce proprio questa sensazione di approdo. Il borgo, ai piedi della catena del Sirente e a circa tre chilometri da Rocca di Mezzo, viene descritto come l’ultimo baluardo della Marsica e il primo dell’Aquilano. I ruderi del castello, le mura e l’impianto fortificato raccontano ancora oggi un luogo di passaggio, difesa e incontro tra viaggiatori. Dopo l’ampiezza dei prati e del cratere, Rovere accoglie con una forma più compatta e protettiva.
È una tappa finale che lascia negli occhi il paesaggio del Sirente e nel passo la sensazione di aver chiuso il cammino dentro un borgo che sa ancora custodire.
Cratere del Sirente
Fonte Anatella
Tappa escursionistica da affrontare con passo regolare e attenzione alla segnaletica. Il Parco classifica il tratto Rovere - Prati del Sirente come E e il collegamento Vado della Forcella - Fonte Anatella come T/Turistico. L’escursionismo in ambiente di media e alta montagna richiede prudenza e responsabilità.
Punto di partenza:
Rifugio Sirente, nell’area di Fonte dell’Acqua / Chalet del Sirente, sul versante dei Prati del Sirente. È una partenza immersa nel paesaggio carsico e montano del Parco Sirente Velino.
Punto di destinazione:
Rovere, frazione di Rocca di Mezzo, borgo fortificato ai piedi del Sirente e uno dei nuclei storici più riconoscibili dell’Altopiano delle Rocche.
Direzioni:
Dall’area del Rifugio Sirente il percorso attraversa i Prati del Sirente, incontra Cratere del Sirente, si orienta verso Fonte Anatella e scende progressivamente verso Rovere, accompagnandovi dall’altopiano aperto al borgo fortificato.
Trasporto pubblico:
Per Rovere il riferimento più utile è il corridoio autobus L’Aquila - Rocca di Mezzo - Avezzano pubblicato dalla Pro Loco di Rocca di Mezzo. Per il Rifugio Sirente, invece, conviene considerare un trasferimento finale con mezzo proprio, perché l’area di partenza è esterna al borgo e immersa nel paesaggio del Parco.
Come arrivare:
L’area del Rifugio Sirente è collegata alla viabilità locale del Sirente, mentre Rovere è raggiungibile tramite la SS 696 del Parco Regionale Sirente-Velino e la SP 11 Sirentina, che collegano l’Altopiano delle Rocche ai Prati del Sirente e alla Valle Subequana.
Dove parcheggiare:
Per chi arriva in auto, la soluzione più pratica è organizzare la sosta presso l’area del Rifugio Sirente / Chalet del Sirente per la partenza, oppure a Rovere per il recupero finale.
Scarpe da trekking, acqua, strato antivento e protezione solare sono consigliati. Il tratto si svolge in ambiente aperto, su altopiano, e il Parco ricorda che in montagna le condizioni possono richiedere attenzione anche su itinerari escursionistici accessibili.
Questa tappa rende al meglio se vi concedete tempo per due soste precise: una presso Cratere del Sirente, per leggere davvero il paesaggio e il suo mistero geologico, e una presso Fonte Anatella, che segna il passaggio verso l’Altopiano delle Rocche e accompagna con naturalezza l’ingresso finale a Rovere.