Una tappa comoda e ricca di riferimenti storici, che accompagna dalla Valle Peligna alla Badia Morronese, grande soglia del cammino classico.
Dopo le prime giornate, questa tappa offre un andamento più disteso.
Raiano, Corfinio e Pratola Peligna costruiscono una sequenza di luoghi fortemente identitari, con la montagna del Morrone che resta sempre presente sullo sfondo.
Il passaggio per l’Abbazia di San Pelino e per Corfinio, antica capitale dei popoli italici, dà al cammino una profondità speciale. Qui il viaggio si allarga: il paesaggio si fa più aperto e la storia entra nel passo con naturalezza.
L’arrivo alla Badia Morronese, imponente e silenziosa, segna un momento di raccolta e insieme di nuova partenza.
Corfinio custodisce la memoria della prima “Italia” nominata in una moneta, mentre Pratola Peligna e Sulmona allargano il racconto verso la spiritualità e le tradizioni urbane della Valle Peligna.
Punto di partenza:
Raiano è un punto di ripartenza molto piacevole, tra il fascino del borgo e la vicinanza a luoghi naturalistici e spirituali che rendono la sosta ricca anche fuori traccia.
Punto di destinazione:
La Badia Morronese è uno dei luoghi più solenni dell’intero cammino. L’abbazia introduce con forza il legame tra Celestino, il Morrone e la dimensione eremitica che accompagnerà le tappe successive.
Direzioni:
Da Raiano si procede verso Corfinio lungo una strada rettilinea, si raggiunge l’Abbazia di San Pelino, si scende dietro le mura antiche verso il fondovalle, si imbocca il sentiero tra i fiumi Vella e Sagittario fino a Pratola Peligna e poi si punta verso il Morrone fino alla Badia.
Trasporto pubblico:
Badia dista circa 5 km da Sulmona ed è raggiungibile con i bus TUA. È una tappa logisticamente più semplice rispetto alle giornate di montagna che seguono.
Come arrivare:
Se state camminando in continuità, Raiano si raggiunge direttamente dalla tappa 3.
Dotazione escursionistica leggera, acqua, protezione dal sole e scarpe comode per i tratti asfaltati.
Corfinio conserva una delle memorie civili più forti del percorso, perché qui compare per la prima volta il nome Italia su una moneta.