Una giornata potente e memorabile, tra San Giovanni all’Orfento, Santo Spirito a Maiella e San Bartolomeo in Legio.
La tappa otto è tra le più celebri dell’intero cammino, e si capisce subito perché.
Da Decontra si sale verso Pianagrande e da lì si entra in una sequenza di luoghi che hanno una forza paesaggistica rara.
San Giovanni all’Orfento appare in parete, quasi sospeso; Santo Spirito scava un rapporto profondo tra roccia e spiritualità; San Bartolomeo chiude la giornata con un’immagine severa e bellissima. Questa è la tappa che dà al cammino il suo volto più vertiginoso e contemplativo. Proprio per lunghezza e dislivello, va affrontata con lucidità e rispetto, valutando anche la possibilità di dividerla in due giorni.
Pianagrande, le capanne in pietra a secco, le fioriture dei prati, la Valle Giumentina e i tre eremi rendono questa giornata uno dei vertici assoluti del percorso.
Punto di partenza:
Decontra è una partenza essenziale, quasi raccolta prima di una giornata grande e impegnativa. Conviene cominciare presto e con organizzazione precisa.
Punto di destinazione:
Macchie di Coco, nel territorio di Roccamorice, arriva dopo una giornata piena e lascia la sensazione di avere attraversato un tratto centrale del racconto celestiniano.
Direzioni:
Da Decontra si sale sul sentiero P e poi sul B1 verso Pianagrande. A causa della chiusura del sentiero presso la sbarra, si prosegue dritti oltre la sbarra sul B1 e si scende con il secondo sentiero S all’Eremo di San Giovanni. Si torna quindi verso la deviazione per Santo Spirito, si raggiunge l’eremo con l’ultimo tratto ripido su asfalto, poi si rientra sul fondo del vallone e si prosegue verso San Bartolomeo e Macchie di Coco.
Trasporto pubblico:
Non si cono collegamenti pubblici dedicati utili a coprire la tappa. L’opzione più prudente, è valutare la divisione in due giorni con secondo pernottamento a Decontra.
Come arrivare:
Nel cammino integrale, Decontra si raggiunge dalla tappa 7.
Scarponi da trekking, bastoncini, almeno 2 litri d’acqua, cibo energetico, cappello, strato antivento e piena attenzione ai passaggi più esposti. Per San Giovanni all’Orfento serve esperienza, perché l’accesso finale presenta un passaggio di livello EE.
L’eremo di San Giovanni è definito il più “aereo” del cammino, e basta avvicinarsi per capire che qui la roccia parla davvero da vicino.