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Capodacqua - Ofena
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Capodacqua - Ofena

Tappa 10

Cammino della Baronia

Partire da Capodacqua significa iniziare il cammino in una soglia molto particolare del territorio, dove l’acqua non è solo presenza naturale ma anche memoria visibile.

Il Lago di Capodacqua, nel territorio di Capestrano, è un piccolo bacino artificiale nato nel 1965 sul Tirino, oggi noto come la “piccola Atlantide d’Abruzzo” per i resti sommersi dell’antico mulino e per la trasparenza straordinaria delle sue acque. È un inizio che colpisce subito, perché mette insieme quiete, meraviglia e una sensazione di scoperta reale.

Da qui la tappa cresce per stratificazioni. Prima il paesaggio d’acqua e di valle, poi il tema dell’abbandono, quindi la salita progressiva verso i luoghi della fede che introducono a Ofena. Nei dintorni, il borgo fantasma di S. Silvestro aggiunge al percorso una nota evocativa molto forte: Italia.it segnala infatti che nei dintorni di Ofena si trovano due villaggi abbandonati, Pagliare di Ofena e Borgo San Silvestro, mentre un terzo villaggio giace sotto il Lago di Capodacqua dal 1965. È una tappa che funziona molto bene per chi cerca un Abruzzo autentico, perché accompagna tra acqua, rovine, silenzio e architetture spirituali senza mai perdere continuità.

La seconda parte del cammino si raccoglie attorno ai segni della devozione e della storia religiosa locale. La Via Crucis accompagna idealmente questo passaggio, che trova i suoi punti più intensi nella Chiesa e convento dei Cappuccini, nella Chiesa di S. Pietro in Cryptis e nella Chiesa e convento di S. Francesco. Il Parco del Gran Sasso segnala a Ofena il Convento dei Cappuccini con la chiesa dell’Assunta, l’antico convento di San Francesco, e San Pietro in Criptys, appena fuori dal borgo; Abruzzo Turismo ricorda inoltre che San Pietro in Cryptis risale al XII secolo, è impostata su due livelli con gli ambienti sotterranei delle “grotte”, conserva affreschi del Quattrocento e presenta il portale firmato da Silvestro da Ofena nel 1196.

Qui l’acqua, la pietra e il silenzio tornano a parlarsi.

L’arrivo a Ofena chiude la tappa con un tono pieno ma misurato. Il borgo, a 531 metri di altitudine, conserva ancora il tessuto tardo medievale entro le mura ed è noto come “Forno d’Abruzzo” per il suo microclima favorevole alla viticoltura di pregio. Dopo la partenza dal lago e il passaggio tra luoghi abbandonati e spazi di spiritualità, Ofena vi accoglie come un approdo coerente: raccolto, luminoso, autentico. È una conclusione che soddisfa molto chi non cerca solo una meta, ma un percorso capace di lasciare dentro un senso.

Ofena

Lago di Capodacqua

Borgo fantasma di S. Silvestro

Via Crucis

Chiesa e convento dei Cappuccini

Chiesa di S. Pietro in Cryptis

Chiesa e convento di S. Francesco

L’arrivo è a Ofena, borgo della Valle del Tirino con centro storico medievale, mura, palazzo baronale e una forte identità legata al paesaggio agricolo e alla spiritualità diffusa.

Punto di partenza:

La partenza è da Capodacqua, località del territorio di Capestrano affacciata sul lago omonimo, luogo di grande fascino paesaggistico e memoria sommersa.

Punto di destinazione:

L’arrivo è a Ofena, borgo della Valle del Tirino con centro storico medievale, mura, palazzo baronale e una forte identità legata al paesaggio agricolo e alla spiritualità diffusa.

Direzioni:

Da Capodacqua conviene muoversi in direzione di Ofena seguendo la progressione più naturale del territorio: dal Lago di Capodacqua verso l’area del Borgo San Silvestro, quindi verso il sistema dei luoghi della fede che comprende San Francesco, Cappuccini e San Pietro in Cryptis, per concludere nel centro storico di Ofena. È la sequenza più coerente per dare alla tappa un ritmo chiaro e un crescendo di significato.

Trasporto pubblico:

Per i mezzi pubblici conviene fare riferimento alla linea TUA L’Aquila - Pescara, che include sia Bivio Capo D’Acqua sia Bivio Ofena tra le fermate utili. Per mantenere la tappa lineare, è comunque consigliabile organizzare in anticipo un recupero finale o un trasferimento dedicato.

Come arrivare:

Per raggiungere il punto di partenza, il riferimento più pratico è Via del Lago, Capestrano, in località Capodacqua. Per Ofena, il collegamento stradale più semplice resta l’asse della Valle del Tirino con accesso dal Bivio Ofena.

Dove parcheggiare:

Per la partenza è comodo utilizzare le aree di sosta in prossimità del Lago di Capodacqua. All’arrivo, consigliamo di lasciare l’auto negli spazi esterni a Ofena, così da entrare nel borgo con maggiore calma e godervi meglio il centro storico.

Sono consigliate scarpe da trekking o comunque con buona suola, acqua a sufficienza, cappello e protezione dal sole. Se desiderate soffermarvi a lungo al lago, ricordate che la balneazione semplice è vietata per motivi di tutela ambientale, mentre l’area è molto apprezzata per osservazione e attività regolamentate.

Partire al mattino vi permette di vivere il lago con luce più morbida e di raggiungere Ofena con il tempo giusto per visitare i luoghi della fede senza fretta. È una tappa che premia chi non cerca velocità ma profondità: più vi concedete soste, più il territorio si lascia leggere.

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