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La Festa dei Serpari a Cocullo
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La Festa dei Serpari a Cocullo

Il 1° maggio

Se pensate di sapere già cosa aspettarvi da una festa di paese, Cocullo vi smentisce subito. Il 1° maggio, nel cuore dell’Abruzzo aquilano, la devozione esce in strada avvolta dai serpenti e il borgo si trasforma in uno dei teatri rituali più sorprendenti d’Italia. La Festa dei Serpari vi prende per mano restituendovi il senso pieno di un Abruzzo che custodisce i suoi riti più antichi con una naturalezza disarmante.

Fin dalle prime ore del mattino, Cocullo si anima subito. Le vie del borgo, la chiesa di San Domenico, gli sguardi della comunità, il raccoglimento dei fedeli e l’attesa dei visitatori compongono un’atmosfera che si percepisce subito come speciale. Un evento che richiama migliaia di persone e che continua a essere uno degli appuntamenti folklorici e religiosi più celebri dell’Abruzzo, capace di unire turismo esperienziale, tradizioni locali, spiritualità e cultura popolare in un’unica esperienza. 

Il rito è unico nel suo genere

La Festa dei Serpari ruota intorno alla figura di San Domenico Abate, venerato come protettore dai morsi dei serpenti, dal mal di denti e dalla rabbia.

Nel giorno della festa, la statua del santo viene adornata con serpenti non velenosi, catturati nelle settimane precedenti dai serpari, figure esperte e rispettate che custodiscono un sapere tramandato nel tempo.

Quando la processione prende forma e la statua esce dalla chiesa, il borgo vive uno dei momenti più iconici e fotografati dell’intero Abruzzo. Vedere i serpenti avvolgersi attorno alla figura del santo, tra il silenzio, la folla, le campane e la tensione raccolta della processione, significa assistere a un rito che conserva una forza visiva e simbolica rarissima.

In quel momento Cocullo non vi offre semplicemente una festa. Vi consegna una soglia tra fede, mistero, tradizione e natura, in cui tutto sembra tenersi insieme con una naturalezza che lascia senza parole. A Cocullo sentite che l’Abruzzo più profondo non si racconta soltanto: si manifesta, vi attraversa e vi chiede di restare presenti fino in fondo.

Tra devozione popolare e memorie antichissime

La Festa dei Serpari affonda le sue radici in un terreno culturale molto antico, dove il culto cristiano di San Domenico si intreccia con tradizioni precedenti, legate alla sacralità della natura e al simbolismo del serpente. È proprio questa stratificazione a rendere il rito di Cocullo così affascinante. Da una parte la devozione autentica della comunità, dall’altra una memoria remota che continua a vivere nei gesti, nei racconti e nella forza simbolica della festa.

Durante la mattinata, i fedeli compiono anche atti devozionali profondamente radicati nella tradizione locale, come tirare con i denti la catenella nella chiesa dedicata al santo o raccogliere la terra benedetta nella grotta legata alla sua presenza. Sono gesti che parlano di protezione, di affidamento, di continuità tra generazioni. E sono proprio questi dettagli, insieme alla processione, a restituire il volto più vero di Cocullo e della sua festa.

I serpari e il rapporto con la natura

Uno degli aspetti più affascinanti della Festa dei Serpari è il rapporto tra la comunità e il mondo naturale. I serpenti utilizzati per il rito sono specie non velenose, come cervoni, saettoni, biacchi e bisce dal collare, raccolti da persone esperte che ne conoscono comportamento, habitat e delicatezza.

Dopo la festa, i rettili vengono riportati nel loro ambiente naturale, in un equilibrio che rende questo evento uno dei casi più particolari di interazione tra uomo, animale, tradizione e rispetto ecologico.
Anche per questo la Festa dei Serpari rappresenta un evento di grande interesse non soltanto per chi ama il folklore e le tradizioni d’Abruzzo, ma anche per chi cerca un’esperienza culturale capace di mettere in relazione antropologia, biodiversità, spiritualità e identità locale.

Cocullo, in questo senso, diventa un piccolo centro capace di parlare a pubblici diversi, italiani e internazionali, con una forza del tutto singolare.

Vi invitiamo a partecipare alla Festa dei Serpari se desiderate scoprire uno degli eventi più travolgenti e simbolici dell’Abruzzo interno. È un’occasione per entrare in contatto con un borgo autentico, con una comunità che continua a custodire un rito sentito e con un paesaggio culturale che ha saputo restare fedele a sé stesso.
Cocullo vi accoglie con la sua pietra, con la sua religiosità popolare, con il suo immaginario potente e con il senso di appartenenza che si respira in ogni momento della festa.

Cocullo
La Festa dei Serpari non si dimentica facilmente, perché non si limita a mostrarsi. Lascia dentro un’impressione forte, fatta di immagini, suoni, silenzi e simboli che continuano a lavorare anche dopo il ritorno.  Una delle particolarità più sorprendenti della Festa dei Serpari è proprio il fatto che il serpente, animale spesso associato alla paura, qui venga accolto dentro un rito di protezione, devozione e identità collettiva. È questa trasformazione di significato, così profonda e così radicata nella cultura di Cocullo, a rendere l’evento uno dei più originali, intensi e riconoscibili di tutto l’Abruzzo.

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