Tra i liquori più identitari dell’Abruzzo, il Centerbe occupa un posto speciale per intensità, storia e carattere. Nato ai piedi della Majella, questo celebre amaro d’erbe racconta una lunga tradizione erboristica e artigianale, legata alla biodiversità della montagna e alla sapienza di farmacisti, speziali e raccoglitori.
Il suo nome richiama la ricchezza della ricetta, costruita attorno a un’infusione complessa di numerose erbe officinali, radici e fiori aromatici. Il Centerbe si riconosce subito per il colore verde smeraldo e per la gradazione alcolica molto elevata, che può avvicinarsi ai 70 gradi. Nel bicchiere offre un profilo netto, balsamico, profondo, pensato per chi ama sapori decisi e autentici. È una presenza storica nelle case abruzzesi, spesso custodita in dispensa e proposta agli ospiti come gesto di accoglienza e di fiducia.
Il profumo della Majella in un sorso
Il suo carattere nasce dal territorio. La ricetta tradizionale affonda le radici nella flora spontanea della Majella e nella capacità di selezionare e combinare piante officinali in modo armonioso. Menta selvatica, timo e altre essenze montane contribuiscono a creare un gusto secco, aromatico e intensamente balsamico, che si apre con energia e lascia una sensazione di grande freschezza.
Assaporato con calma, il Centerbe rivela una personalità complessa e sorprendente. Il calore alcolico si intreccia con note erbacee, officinali e quasi resinose, regalando una persistenza molto lunga. È un liquore che parla di altitudine, di erbe raccolte all’aria aperta e di una tradizione che ha saputo trasformare la natura in una formula di grande fascino.
Nel Centerbe ritrovate il lato più intenso e silenzioso dell’Abruzzo, quello che profuma di montagna, di erbe e di gesti tramandati nel tempo.
Come si gusta?
Il Centerbe viene apprezzato soprattutto come digestivo a fine pasto, servito in piccole quantità e gustato lentamente. La sua forza aromatica lo rende adatto a chi desidera chiudere il pranzo o la cena con una nota balsamica, pulita e persistente. In Abruzzo viene spesso usato anche per correggere il caffè, secondo un’abitudine domestica che restituisce al liquore un ruolo familiare e quotidiano. In alcune preparazioni trova spazio anche in pasticceria, dove può aromatizzare creme, impasti e dolci tradizionali con una nota più intensa e originale. È una presenza che accompagna bene i momenti conviviali e che continua a mantenere intatto il suo valore simbolico, tra ospitalità, memoria e identità territoriale.