Le scrippelle mbusse occupano un posto speciale per eleganza, leggerezza e memoria. Nella tradizione teramana arrivano in tavola durante le feste, nei pranzi di famiglia e nei momenti in cui la cucina di casa si esprime con maggiore cura.
Sottilissime e morbide, ricordano piccole crespelle preparate con pochi ingredienti essenziali, poi farcite con pecorino grattugiato e immerse nel brodo caldo, fino a diventare un piatto avvolgente e profumato.
Il loro nome racconta già il gesto che le definisce. In dialetto, “mbusse” significa infatti “bagnate”, e descrive perfettamente il momento in cui le scrippelle vengono adagiate nel brodo bollente, assorbendone il calore e il sapore. Il risultato è un primo piatto delicato ma intenso, capace di sorprendere per equilibrio e per quella morbidezza che quasi si scioglie al palato.
Il gusto della cucina di festa
La ricetta tradizionale nasce con il brodo di gallina o di cappone, anche se oggi viene spesso preparata con brodo di manzo oppure con brodo misto, più comune nelle cucine di casa. In ogni versione resta intatto il carattere del piatto: un incontro armonioso tra la leggerezza della scrippella, la sapidità del pecorino e la profondità del brodo di carne. È proprio questa misura a renderlo così riconoscibile nella cucina teramana e, più in generale, nel patrimonio gastronomico abruzzese.
Quando il brodo caldo incontra le scrippelle, la tavola si riempie di un calore gentile che profuma di casa, di festa e di Abruzzo.
Ingredienti:
Per il brodo vi occorrono:
- gallina,
- biancostato di manzo,
- ossi bovini,
- cipolla dorata,
- carote,
- sedano,
- alloro,
- bacche di ginepro,
- chiodi di garofano,
- acqua e sale.
Per circa 12 scrippelle servono invece:
- uova,
- farina 00,
- acqua,
- pecorino grattugiato
- e poco olio extravergine d’oliva per la cottura.
- A parte, potete tenere altro pecorino da spolverizzare al momento del servizio.
Come si prepara il brodo:
Per iniziare dedicatevi al brodo, che richiede tempo e calma. Pelate le carote e tagliatele a tocchetti, poi fate lo stesso con il sedano. Dividete la cipolla a metà e lasciatela brasare qualche minuto in una padella antiaderente. In una pentola capiente sistemate le carni, unite sedano, carote e cipolla, quindi aggiungete alloro, ginepro, chiodi di garofano, un poco di sale e tutta l’acqua.
Portate a bollore e poi lasciate cuocere a fuoco medio per circa 3 ore, schiumando di tanto in tanto per eliminare impurità e grasso in superficie. Quando il brodo sarà pronto, filtratelo con cura e tenetelo ben caldo, perché sarà proprio il suo calore a completare il piatto al momento del servizio.
Come si preparano le scrippelle:
In una ciotola sbattete le uova con una frusta, poi aggiungete la farina poco alla volta, mescolando con attenzione per evitare grumi. Versate l’acqua a filo e continuate a lavorare fino a ottenere una pastella molto fluida, liscia e omogenea. Scaldate una piccola padella antiaderente, ungetela leggermente e versate al centro un mestolo di pastella, roteando la padella per distribuirla in modo uniforme.
Cuocete ogni scrippella per uno o due minuti, poi giratela e terminate la cottura anche dall’altro lato. Man mano che sono pronte, impilatele su un piatto. Con queste dosi ne otterrete circa dodici, sottili e leggere, pronte per essere farcite. Il ripieno e il servizio. Grattugiate il pecorino e distribuitene un cucchiaio al centro di ogni scrippella. Arrotolatela su sé stessa, fino a formare una sorta di piccolo cannolo. Disponetene tre per ogni piatto fondo, spolverizzate ancora con poco pecorino e completate con un mestolo di brodo bollente. A questo punto le scrippelle mbusse sono pronte per essere servite e gustate subito, quando il brodo è ancora caldo e il formaggio inizia appena a fondersi all’interno.
Conservazione e consiglio utile: Le scrippelle mbusse danno il meglio di sé appena servite. Le scrippelle da sole possono essere conservate in frigorifero per un paio di giorni, ben coperte, mentre il brodo si mantiene più a lungo in un contenitore ermetico. Per organizzare meglio i tempi, potete preparare il brodo anche il giorno prima, così da dedicarvi con più tranquillità alle scrippelle e all’assemblaggio finale.
Bastano infatti pochi ingredienti e una tecnica precisa per ottenere un piatto che continua a rappresentare con eleganza la cucina teramana. È proprio questa capacità di trasformare gesti essenziali in un’esperienza così delicata a renderle una delle ricette più ospitali e memorabili dell’Abruzzo.