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Piatto tipico abruzzese: i fiadoni | © Generato da IA
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Fiadoni

I fiadoni sono molto più di un semplice rustico: sono il simbolo della convivialità abruzzese. Simili a grandi ravioli dorati, racchiudono un cuore ricco di formaggi e uova. Riconosciuti come P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizionale), affondano le radici nel Rinascimento, quando la combinazione di pasta croccante e ripieno sapido era protagonista dei banchetti nobiliari.

Oggi, il loro profumo intenso di pecorino è il segnale inequivocabile che la Pasqua è arrivata

Ingredienti:

Per la sfoglia (l'involucro):

  • Farina 00: 500 g
  • Uova: 2 intere
  • Vino bianco secco: 100 ml
  • Olio EVO: 100 ml
  • Sale: un pizzico

Per il ripieno:

  • Pecorino Abruzzese stagionato: 250 g
  • Rigatino (o formaggio a pasta dura tipo grana): 250 g
  • Uova: 5 medie
  • Lievito istantaneo per torte salate: ½ bustina (opzionale, per un ripieno più gonfio)
  • Pepe nero: q.b.

Preparazione:

  1. Preparazione della sfoglia: Su una spianatoia, disponi la farina a fontana. Al centro versa le uova, l'olio e il vino bianco. Impasta energicamente fino a ottenere un panetto liscio, elastico e non appiccicoso. Avvolgi nella pellicola trasparente e lascia riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti. 
  2. Il mix di formaggi: Grattugia finemente sia il pecorino che il rigatino. In una ciotola capiente, unisci i formaggi alle uova e al pepe. Mescola con cura fino a ottenere un composto denso e omogeneo. Segreto: Se il composto risulta troppo liquido, aggiungi altro pecorino; se troppo asciutto, un goccio di uovo sbattuto.
  3. Formazione dei Fiadoni: Stendi la pasta con un mattarello o con la macchina per la pasta, ottenendo una sfoglia sottile (circa 2-3 mm). Disponi dei mucchietti di ripieno sulla sfoglia, distanziandoli tra loro. Ripiega la pasta su se stessa e sigilla bene i bordi, poi taglia con una rotella dentata creando dei semicerchi o dei quadrati (simili a grossi ravioli). 
  4. Cottura: Disponi i fiadoni su una teglia foderata con carta forno. Spennella la superficie con un tuorlo d'uovo e, con le forbici, pratica un piccolo taglio a croce sulla sommità: questo permetterà al vapore di uscire e al formaggio di "soffiare" leggermente fuori (caratteristica tipica). Inforna in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 25-30 minuti, finché non risulteranno ben dorati. 

La Variante Dolce: Nelle zone interne dell'Abruzzo, esiste la versione dolce dove al formaggio si aggiunge zucchero, uvetta e talvolta canditi, mantenendo però la base di formaggio per un contrasto unico.
Degustazione: I fiadoni sono ottimi caldi, ma danno il meglio di sé il giorno dopo, quando i sapori del formaggio si sono stabilizzati.
Abbinamento: Servili come antipasto insieme a salumi locali (come la Ventricina) o usali come "pane" d'eccezione per accompagnare lo spezzatino di agnello. 

 Il nome "fiadone" deriva probabilmente dal termine germanico flado (focaccia). In Abruzzo, la riuscita del fiadone (quanto "soffia" e quanto è dorato) era un tempo motivo di vanto e competizione tra le cuoche di famiglia durante la settimana santa.

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