Antica, resistente e preziosa: alla scoperta del tubero che ha sfidato le carestie per diventare un’eccellenza gourmet.
C'è un tesoro che riposa sotto la terra scura dell'Appennino abruzzese, protetto dalle vette del Gran Sasso e dei Monti della Laga. È la Patata Turchesa, un tubero che sembra arrivare da una fiaba: buccia viola intenso e un cuore bianco candido.
Definita un tempo "cibo di carestia", oggi la Turchesa è tornata protagonista grazie al lavoro dei produttori locali e al riconoscimento come Presidio Slow Food, rappresentando un simbolo di resistenza culturale e biodiversità montana.
Una Storia di sopravvivenza: "La patane è mezze pane"
La Turchesa non è una nuova scoperta: abita le montagne abruzzesi sin dal 1700. Il suo nome, che richiama il "granoturco", serviva a sottolinearne l'origine esotica e lontana.
In Abruzzo, la patata divenne presto indispensabile: si coltivava oltre i 1600 metri di quota, dove il grano faticava a crescere, e si conservava per mesi in grotte ipogee o buche scavate direttamente nei campi e ricoperte di paglia.
Per secoli è stata il "mezzo pane" degli abruzzesi, salvando intere comunità durante le guerre e le carestie dell'Ottocento, grazie alla sua capacità di crescere al riparo dai saccheggi, ben nascosta sotto il suolo.
Non potete confonderla: La Patata Turchesa si distingue per:
- La buccia viola: un colore intenso che racchiude un'altissima concentrazione di proprietà antiossidanti.
- La pasta bianca: Candita, con un basso contenuto di acqua e una granulosità media, che la rende incredibilmente versatile in cucina.
- La forma: Irregolare e bitorzoluta, con i caratteristici "occhi" incavati, segno distintivo delle varietà che non hanno subito manipolazioni moderne.
- I fiori: Persistenti e dalle sfumature azzurrine, decorano i campi fino a novembre, quasi a voler celebrare la bellezza della montagna.
A differenza delle patate comuni, la Turchesa è una delle poche varietà in grado di produrre ancora il frutto (una sorta di piccolo pomodoro scuro) contenente i semi, a testimonianza della sua genetica antica e non alterata.
Dalla terra alla tavola: Eccellenza Slow Food
Grazie alla sua consistenza, la Turchesa è la regina degli gnocchi (che risultano molto più saporiti di quelli fatti con sola farina), ma è straordinaria anche cotta al forno, sotto la cenere o fritta. La sua bassa percentuale di liquidi garantisce una tenuta perfetta in cottura e un sapore autentico, che sa di terra e di altitudine.
Dove nasce la Turchesa: I Borghi del Presidio
Oggi la coltivazione della Patata Turchesa è tornata a fiorire grazie a una rete di agricoltori custodi distribuiti in territori magici, da noi la potete trovare a Barisciano, Montereale e Villa Santa Lucia.