A Castel di Ieri, nella quiete della Valle Subequana, la Festa della Madonna di Pietrabona vi accoglie in una delle celebrazioni religiose più sentite dell’entroterra aquilano. È un appuntamento che rinnova un legame profondo tra fede, comunità e paesaggio, attraverso un cammino che conduce verso uno dei luoghi spirituali più suggestivi del territorio.
Il cuore della festa è il pellegrinaggio verso l’Eremo della Madonna di Pietrabona, immerso nel verde e situato lungo il vallone del Rio Scuro, tra Castel di Ieri e Goriano Sicoli. Il percorso parte dalla Chiesa di Santa Maria Assunta e accompagna fedeli, famiglie, pellegrini e visitatori lungo circa quattro chilometri di cammino, in un’esperienza fatta di raccoglimento, partecipazione e condivisione.
Il cammino verso l’eremo unisce devozione e paesaggio: ogni passo avvicina alla memoria spirituale della comunità.
La festa conserva il valore delle antiche celebrazioni religiose di paese, dove il rito non appartiene soltanto al calendario liturgico, ma alla vita stessa della comunità. La processione, la messa, la scampagnata tradizionale e i momenti di incontro rendono l’evento un’occasione preziosa per vivere Castel di Ieri con uno sguardo rispettoso e partecipe.
Il santuario custodisce una storia antica. Le fonti locali ricordano che il sito è citato già in documenti medievali del XII e XIII secolo, confermando la profondità del legame tra questo luogo, la devozione popolare e la memoria religiosa della Valle Subequana. L’eremo, addossato alla roccia e circondato dalla natura, conserva ancora oggi un’atmosfera raccolta, silenziosa e intensa.
La manifestazione offre anche un segnale importante di accoglienza. L’edizione 2026 prevede infatti un’attenzione particolare all’accessibilità, con la possibilità di raggiungere l’eremo anche attraverso supporti dedicati come la Joelette, così da rendere il cammino più inclusivo e aperto a diverse esigenze di visita.
Partecipare alla Festa della Madonna di Pietrabona significa conoscere un Abruzzo intimo e profondamente umano, dove il paesaggio non fa soltanto da sfondo, ma accompagna il rito e ne amplifica il significato. La valle, il bosco, il sentiero e l’eremo diventano parte di un racconto collettivo che continua a unire generazioni, famiglie e paesi vicini.