A Castel di Ieri, nel cuore della Valle Subequana e ai margini del Parco Regionale Sirente Velino, la Campagna di Scavo Archeologico di Cambrata apre una finestra straordinaria sulla storia più antica dell’Appennino abruzzese. Per alcuni giorni, archeologi, ricercatori e partecipanti lavorano insieme in un luogo ancora poco conosciuto ma di grande interesse scientifico, contribuendo alla scoperta di un patrimonio che affonda le proprie radici nella preistoria.
Il sito di Cambrata, individuato e segnalato per la prima volta nel 2025 ai piedi del colle di Pietrabona, conserva una sequenza stratigrafica di eccezionale valore scientifico. Qui sono stati individuati resti faunistici pleistocenici e livelli sedimentari collegati alla presenza di un antico lago quaternario che un tempo occupava parte della valle. Questo contesto rende l’area una delle più promettenti per la ricostruzione della storia ambientale e delle prime frequentazioni umane dell’Abruzzo interno.
A Cambrata la ricerca incontra il paesaggio: ogni strato di terreno custodisce tracce preziose della storia più antica della Valle Subequana.
Durante la campagna di scavo, i partecipanti collaborano alle attività di ricerca attraverso scavo manuale, setacciatura dei sedimenti, rilievo e catalogazione preliminare dei reperti. Accanto alle attività sul campo sono previsti momenti di approfondimento, visite ai musei e percorsi di conoscenza del territorio, offrendo un’esperienza che unisce ricerca scientifica, formazione e scoperta del patrimonio culturale locale.
La campagna rappresenta un'occasione unica per osservare da vicino il lavoro degli archeologi e comprendere come vengono ricostruite le vicende che hanno modellato il paesaggio appenninico nel corso di centinaia di migliaia di anni. Ogni ritrovamento contribuisce ad ampliare la conoscenza delle trasformazioni ambientali che hanno interessato la Valle Subequana e delle comunità che l'hanno abitata nelle epoche più remote.
Castel di Ieri aggiunge a questa esperienza un valore speciale. Il borgo, immerso nei paesaggi della Valle Subequana, custodisce un patrimonio storico e culturale che continua a dialogare con il territorio circostante. Qui la ricerca archeologica non si limita allo studio del passato, ma contribuisce a costruire nuove opportunità di conoscenza e valorizzazione per una delle aree più affascinanti dell’Abruzzo interno.
Partecipare o seguire le attività di Cambrata significa scoprire un Abruzzo diverso, fatto di paesaggi silenziosi, antiche tracce e nuove scoperte. Un territorio dove la storia continua a emergere dal terreno e dove ogni ritrovamento contribuisce ad arricchire il racconto delle origini dell’Appennino.
Una particolarità particolarmente interessante riguarda proprio la natura del deposito archeologico. La presenza di livelli associati a un antico lago quaternario rende Cambrata un contesto di grande valore per lo studio delle trasformazioni climatiche e ambientali dell’Italia centrale, offrendo agli studiosi la possibilità di approfondire la conoscenza delle più antiche fasi della presenza umana documentate nel territorio abruzzese.
Il progetto si inserisce all’interno delle attività di valorizzazione del patrimonio archeologico, preistorico, culturale e ambientale promosse dall’iniziativa “Ecomuseo, patrimonio, storia e paesaggi d’Abruzzo”, sostenuta dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere.